Indennità di cassa

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Questo argomento contiene 1 risposta, ha 2 partecipanti, ed è stato aggiornato da Sindacato-Networkers.it Sindacato-Networkers.it 5 mesi, 3 settimane fa.

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  • #6586
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    Amministratore del forum

    Buongiorno Elis86,

    l’articolo 62 – indennità di cassa – del CCNL Esercizi Cinematografici e cinema-teatrali rinnovato nel 2016 prevede che “senza pregiudizio di eventuali procedimenti penali e delle sanzioni disciplinari, al personale chiamato a espletare mansioni di cassa con responsabilità diretta degli errori anche finanziari, per l’effettivo tempo impiegato in tale funzione, e con l’obbligo di risarcimento delle eventuali differenze, verrà riconosciuta una indennità.

    L’indennità non è dovuta in alcuna misura al dipendente, nel caso in cui sia l’azienda ad assumersi interamente la responsabilità economica dell’errore.

    Gli interessi derivanti da eventuale cauzione andranno a beneficio dell’impiegato.”

    Tuttavia, le consiglio di rivolgersi alla sede della UILCOM (il sindacato della sua categoria. Qui trova i contatti http://www.uilcom.it/index.php/segreterie-regionali ) della città dove lavora per farsi supportare al meglio perché potrebbero esserci dei margini qualora ci fosse l’obbligo del datore di lavoro di inviarle una comunicazione scritta e non solo verbale per questo tipo di problemi.

    Cordialmente,

    Mario

  • #6581

    elis86
    Partecipante

    Buongiorno,

    ho necessità di chiedere un chiarimento a proposito della funzione dell’indennità di cassa e di un fatto che mi è capitato di persona.

    Sono un operatore di Livello 3 di un noto multisala del nord Italia, assunta part-time a tempo indeterminato con un contratto CCNL Esercizi Cinematografici e cinema-teatrali a 28 ore. Lavoro fissa nel reparto bar e sono una “responsabile” del settore. Pertanto,  svolgo quotidianamente operazioni di cassa che quindi comportano il maneggiamento di soldi e per questo beneficio da contratto di un’indennità di cassa che per il mio inquadramento e per le mie ore, ammonta mensilmente a circa 20 -25 euro.

    A settembre 2017 mi capita, mentre ero da sola in turno al bar, uno spiacevole episodio. Mi accorgo di aver accettato una banconota falsa del valore di 100 euro. Premetto che il mio datore di lavoro non ha mai fornito ai cassieri del bar uno strumento per il controllo delle banconote e di conseguenza io non avevo alcun modo per verificarne contestualmente la validità in maniera comprovata. Quel giorno nell’accettare la banconota ho effettuato i consueti controlli un po’ “fai da te” che si usano per un primo esame. Visivamente la banconota non ha destato in me alcun sospetto: il colore e il formato erano adeguati, la carta era quella di una banconota nuova, la zigrinatura in alto era presente, il filo di sicurezza era visibile e si vedevano persino i disegni in controluce.  Mi sono accorta della truffa unicamente per deduzione perché il personaggio che aveva effettuato l’acquisto al bar ha avuto un comportamento sospetto in altri reparti del cinema dileguandosi subito dopo. A quel punto ho chiamato il direttore della struttura il quale ha provveduto a verificare la banconota con lo strumento in suo possesso in ufficio attestandone la falsità (accertata anche in seguito dalla banca).

    A questo punto si è aperto il problema. Avendo io l’indennità di cassa e quindi dovendo rispondere di persona di eventuali errori o ammanchi, il mio datore di lavoro sostiene il suo diritto a pretendere da me il risarcimento per la banconota contraffatta che ho accettato. Dal mio punto di vista, non si tratta di un mio errore di cassa né di una mia negligenza di sorta. La suddetta banconota non aveva contraffazioni palesi (sono in possesso di foto datate e georeferenziate) che potessero suscitare in me sospetti e con gli strumenti in mio possesso (ovvero nessuno) ho svolto il mio dovere nei limiti delle mie conoscenze e possibilità.

    Ora, io vorrei avere dei chiarimenti in merito e cercare di capire in questa situazione gli obblighi e i doveri del datore di lavoro e quelli del dipendente che usufruisce di un’indennità di cassa. Sapete dirmi se il mio datore di lavoro ha ragione? Devo io corrispondergli i 100 euro nonostante non avessi a disposizione gli adeguati strumenti per verificare la banconota? Sapete indicarmi anche a quali articoli posso far riferimento per documentarmi in materia?

    Spero di essere stata esauriente e di aver fornito tutti gli elementi per permettervi di rispondere coerentemente al problema.

    Grazie

    Alice

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