LABORATORIO CHIMICO, Inquadramento, sorveglianza sanitaria e orario lavoro

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    • #8443
      Sindacato-Networkers.itSindacato-Networkers.it
      Amministratore del forum

      Salve kondalord,

      non sono in grado di darle indicazioni precise riguardo alle tante domande da lei poste. Posso suggerirle un metodo di lavoro.

      Il CCNL stabilisce dei parametri di riferimento per quanto riguarda i livelli di inquadramento professionale. I Rappresentanti sindacali debbono, secondo me, verificare con gruppi di lavoratori a campione, le varie professionalità che vengono espletate nell’ambito aziendale nei vari uffici. Con questa ricerca e sulla base dell’esperienza dei lavoratori, sarà più facile poter applicare i vari profili di cui lei fà l’esempio. Se questo non porta ad alcun chiarimento, bisogna rivolgersi alla legge per vedere rispettati i propri diritti (se riteniamo di averne), rivolgersi cioè agli uffici legali.

      Anche i suoi dubbi sulla professionalità o imparzialità del medico aziendale, con la struttura sindacale dovete trovare accordo con azienda per avere una presenza sanitaria che garantisca e tuteli ambo le parti. (Azienda e lavoratori)

      Saluti, Gioia

    • #8413
      Avatarkondalord
      Partecipante

      Buon giorno,

      lavoro in una grossa azienda  “semi pubblica” (spa a capitale pubblico) da ormai 5 anni (il primo anno a tempo determinato e gli ultimi 4 a tempo indeterminato ). Premetto che l’azienda ha sempre avuto a disposizione tutte le sigle sindacali interne e da quest’anno si è aggiunta USB.

      In azienda non ci sono mai state griglie che indicassero il corretto livello per mansione del lavoratore. Nel 2015  sono state create  per la prima volta tramite le organizzazioni sindacali dell’epoca, aggiungerei anche in maniere molto superficiale, ma mai impugnate.

      Per quanto riguarda le lettere di mansione invece, l’azienda non ha mai fornito i lavoratori, quindi anche in presenza di griglie valide non credo si possa definire il corretto per ogni lavoratore.

      Quest’anno sembra che la situazione stia cambiando: sono state proposte nuove griglie di inquadramento e il nuovo sindacato si sta battendo per far consegnare le lettere di mansione a tutti i dipendenti.

       

      Veniamo alla mia (e di altri) situazione.

      Sono laureato ma sono stato assunto come perito chimico (quindi attraverso il diploma), tramite concorso pubblico, in cui era espressamente richiesto il titolo di perito chimico con un minimo di esperienza, tramite preselezione diretta dell’azienda tramite curriculum,  2 prove  tecniche e due psicoattitudinali.

      Ora ho il contratto CCNL GAS-ACQUA full time, livello di inquadramento 3° dal 2014 (anno di assunzione),  e su questo avrei alcune domande, il sindacato a cui ora sono iscritto non è stato in grado di fornirmi risposta adeguata (punto 2) e per il punto 1 e 3 mi hanno proprio detto di non sapere come rispondere,  perché  la maggior parte dei lavoratori nell’azienda sono impiegati d’ ufficio oppure operai manovali, che hanno situazioni lavorative molto conosciute in ambito sindacale e quindi hanno già delle “direttive” da seguire, mentre nel laboratorio analisi (soprattutto con il tipo di matrice con cui lavoriamo) non sanno da dove prendere rifermenti, anche perché le vecchie sigle non si erano mai poste il problema… loro stanno cercando di studiare per bene la situazione, e ci hanno chiesto di dar loro una mano, quindi eccomi qua…

       

           1.A proposito dei livelli e griglie di inquadramento:

      nelle “nuove” griglie proposte, tra azienda e sindacati, alla mia mansione dovrebbero corrispondere i livelli da 3 a 6,

      Livello 3

      OPERATORE CONTROLLO

      IGIENICO SANITARIO

      Lavoratore che opera in laboratorio con compiti di verifica

      e controllo delle attrezzature e dei materiali nonché di

      preparazione e svolgimento delle analisi chimiche e

      batteriologiche standard. Provvede, sul territorio, a

      prelevare campioni secondo procedure e modalità

      codificate.

       

      Livello 4

      ADDETTO ESPERTO CONTROLLO

      IGIENICO SANITARIO

      Lavoratore che, in possesso di approfondite conoscenze

      teoriche e pratiche, opera in laboratorio con compiti di

      verifica e controllo delle attrezzature e dei materiali

      nonché di preparazione e svolgimento delle analisi

      chimiche e batteriologiche standard. Provvede, sul

      territorio, a prelevare campioni secondo procedure e

      modalità codificate.

       

      Livello 5

      ADDETTO SPECIALIZZATO DI

      LABORATORIO

      Lavoratore che, in possesso di esperienza e formazione

      specifiche, opera in strutture di laboratorio, provvedendo

      all’esecuzione di analisi chimiche e batteriologiche

      standard; effettua il controllo sulla preparazione delle

      analisi; provvede, sul territorio a prelevare campione

      secondo procedure e modalità definite.

       

       

      Qui nelle descrizione si parla di “svolgimento delle analisi chimiche e batteriologiche standard”  ma da nessuna parte si evince quali siano le analisi “standard” e non ” standard”(e tanto meno riuscito a trovare in rete una specie di tabella/classifica di tali analisi), forse quelle standard non richiedono l’utilizzo di un computer o di una apparecchiatura elettronica per poter essere svolte (se così fosse, ne rimarrebbero ben poche analisi  standard)…

      livello 6

      TECNICO ANALISI CHIMICHE/BATTERIOLOGICHE

       “Lavoratore che opera in strutture di laboratorio,

      svolgendo analisi chimiche e batteriologiche, con l’utilizzo

      di strumentazione tecnica più avanzata, ed elaborandone i

      dati; conosce le metodologie analitiche da utilizzare;

      effettua il controllo sulla preparazione e ne verifica i

      risultati segnalando le anomalie.”

       

      Anche qui, su che base o meglio chi giudicherà che una strumentazione tecnica sia è più avanzata di un’altra? In teoria ogni apparecchiatura che richiede l’ausilio di un software e Pc per poter funzionare può essere considerata strumentazione avanzata, ma è un mio parere….

      Anche qui sarebbe stato opportuno stabilire un criterio obiettivo per poter infine assegnare un inquadramento corretto e veritiero ad ogni operatore.

      Mi sembrano punti che potranno essere impugnati a proprio piacimento, perché privi di una guida pubblica a cui far rifermento, a meno che le suddette voci vengano definite con più precisione…

       

          2.Per quanto riguarda l’orario di lavoro

      Dal 2014 i nuovi assunti sono stati firmatari di un contratto di 38.5 ore settimanali azichè di 38 come tutti gli altri già assunti prima del 2014 (con stesso CCNL), rimodulati in questo modo:

      38 ore settimanali di lavoro  + 0.5 ore settimanali sottratte alle ferie per far si che il venerdì uscissimo allo stesso orario degli altri lavoratori (togliendoci circa 3 giorni di ferie  l’anno).

      Ora mi chiedo se si possa impugnare questa cosa per farci adeguare all’orario a quello degli altri lavoratori.

      Nello specifico quando si è rinnovato il nostro CCNL , credo l’anno scorso, non era logico fare un unico contratto per tutti i lavoratori alle stesse condizioni? Invece di avere questa differenza negli orari?

       

       

             3.Per quanto riguarda la sorveglianza sanitaria

      c’è stato un episodio che riguarda solo me in particolare, ho avuto un problema di parassiti intestinali a Novembre 2018 risolto con difficoltà ripresentato a Maggio 2019. Il medico che mi ha consigliato di far eseguire l’esame a  tutti i famigliari e gli animali domestici con cui sono più a stretto contatto, in modo da capire se ci fosse un agente contaminante che potesse essere la causa del contagio, gli esiti sono risultati negativi.
      Ora, visto che il contagio è estremamente difficile e avviene soprattutto per contatti con acqua sporca contaminate da feci, riterrei utile far implementare questo esame  sul personale a stretto contatto con le stesse matrici analizzate nel mio laboratorio (si parala di matrici di acqua di reflua quindi teoricamente a rischio biologico) perché probabilmente il contagio l’ho avuto in quella maniera.

      Ho provato a chiedere anche ad alcuni medici del lavoro (esterni all’azienda) e mi hanno detto che questa situazione è definita dal medico aziendale che ne valuta il rischio. Attualmente non facciamo alcuna analisi, durante la sorveglianza sanitaria, che valuti il rischio biologico, nonostante ne utilizziamo campioni tutti i giorni, questo perché il medico aziendale reputa che non vi è rischio potenziale secondo lui…

       

      Ora mi chiedo esiste una normativa o una guida di riferimento che stabilisca che tipologia di esami si debbano fare e quali sono invece solo consigliati, per i lavoratori che sono nei laboratori chimici e utilizzano materiale potenzialmente infettivo? E come si può determinare che il materiale utilizzato lo è o meno? Magari tramite ditta esterna per via del conflitto di interessi?

       

      Vorrei presentare questi punti la mio sindacato con qualche possibile soluzione.

      Scusate la lunghezza del post, ma ritenevo necessario spiegare un po’ la mia situazione

       

      Grazie in anticipo  dell’attenzione

       

       

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