MATERNITÀ ANTICIPATA X LAVORO A RISCHIO

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Questo argomento contiene 1 risposta, ha 2 partecipanti, ed è stato aggiornato da Sindacato-Networkers.it Sindacato-Networkers.it 3 settimane, 2 giorni fa.

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  • #6918
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    Amministratore del forum

    Salve Serena84,

    provi a rivolgersi ad una struttura sindacale nel suo territorio, credo sia la cosa migliore da fare per avere delle risposte corrette. Noi siamo della Uiltucs, ci faccia sapere dove risiede potremmo indirizzarla ad una ns struttura nel suo territorio. Tenga tutta la documentazione in suo possesso comprese le mail spedite e ricevute, potranno esserle utili.

    Ci faccia sapere, saluti

    Gioia

  • #6916

    serena84
    Partecipante

    <p style=”text-align: left;”>Salve, cerco consiglio o qualcuno che ha avuto una brutta esperienza come la mia… spiego il più brevemente possibile… Lavoro in Farmacia privata, scopro di essere incinta a fine marzo. Faccio la visita ginecologica, il medico mi concede la possibilità di avere la maternità anticipata per lavoro a rischio; in data 11/04/2018 mi prepara il certificato bianco con l’attestazione di gravidanza, la settimana di gestazione e la data presunta del parto. Porto il certificato al mio datore di lavoro, ci accordiamo che, per facilitare l’organizzazione del lavoro, lavorerò fino ai primi di maggio e mi spiega che il certificato che gli ho portato andrà spedito al suo consulente del lavoro lo stesso giorno in cui inizio l’astensione effettiva dal lavoro perchè il certificato ha effetto immediato. Arriviamo alla.fine di aprile, io sono un po’ provata dalle ore in piedi, da qualche piccolo disturbo come la nausea e l’ipotensione, da qualche giorno di febbre; mi consulto col mio dottore che mi consiglia di usufruire senza problemi del certificato del ginecologo e di stare a casa da lavoro. Lo comunico al datore di lavoro e decidiamo che starò a casa dal 2 maggio. Il 2 maggio mandiamo insieme il certificato del ginecologo al consulente del lavoro, chiedo di essere informata in qualsiasi momento qualora servissero firme, documenti o altro e inizio a stare a casa. Finisce maggio, inizia giugno. Il primo giugno mi contatta il mio datore di lavoro dicendo che il consulente del lavoro, in fase di stesura delle buste paga, vede che nel mio caso non risulta nemmeno un giorno lavorato a maggio e afferma di non sapere come gestire la paga del mese; il consulente sostiene che manca la documentazione relativa alla.maternità e quindi loro non hanno avviato nessuna richiesta all’ispettorato. Nel frattempo, per riuscire a preparare la paga, consulente e datore di lavoro in comune accordo decidono di utilizzare le mie ferie e i miei permessi senza chiedermi il consenso ma procedendo in maniera autonoma. Messa al corrente della situazione mi trovo davanti al fatto compiuto. Chiedo spiegazioni e chiedo perchè non sono stata avvertita per tempo della necessità di presentare altra documentazione e di che tipo. Mi rispondono che dovevo fare domanda con modulo rilasciato dall’ulss di competenza per richiesta relativa a maternità a rischio e che non avendola presentata loro non hanno proceduto. Spiego che nessuno mai mi ha detto che serviva presentare alcun modulo, e che la mia non è assolutamente maternità a rischio ma mi concedono l’anticipata per il lavoro a rischio! Comunque di corsa contatto l’ulss, mi fanno scaricare un modulo (dubbiosi anche loro che sia necessario), lo compilo come riesco e lo mando al consulente.del lavoro. Vengo ricontattata dall’impiegata che mi doce che il modulo non è corretto perchè la mia non è maternità a rischio, infatti il certificato medico non lo dice, come.continuavo a far presente anche io. A quel punto il consulente mi dice che allora il modulo ulss non serve a niente, che basta il certificato che avevo presentato e che si arrangia il consulente col datore di lavoro a compilare la domanda e il dvr da mandare all’ispettorato del lavoro, io non devo far niente… chiedo a quel punto perchè non è stato presentato il modulo all’ispettorato già il 2 maggio, visto che erano già in possesso della documentazione necessaria e lì inizia un rimbalzo di responsabilità tra loro e il datore di lavoro… il consulente sostiene di averlo avvisato già da tempo che doveva presentare la domanda, lui sostiene.di non essere mai stato avvisato. Salta fuori che la mail di sollecito era arrivata, lui non l’aveva vista ma comunque risulta spedita già a mese di maggio concluso.. in risposta alle.mie continue richieste.di chiarimento e alla.mia ferma.volontà di vedermi restituiti ferie e permessi usato senza consenso, il consulente scarica ogni responsabilità sul datore di lavoro, il datore.di lavoro le scarica su di me dicendo che io gli ho fatto credere dichiarando il falso che la mia era una maternità a rischio, che stavo molto male e che avevo già prodotto io la.documentazione. In conclusione mi trovo che:</p>
    – la domanda all’ispettorato è stata presentata il 4 giugno ed è attiva dal 5 giugno senza possibilità di rettifica delle date;

    – il mese di maggio è stato coperto con ferie e permessi usati senza il mio consenso;

    – mi sento,accusare di cose non vere e vivo una situazione di difficoltà.causata.da.negligenza.non mia

    Cosa posso fare per recuperare un mese e 4 giorno di permessi e ferie “rubati”?
    <p style=”text-align: left;”>Grazie!</p>

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