Orario e reperibilità durante smart working

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    • #9023
      Sindacato-Networkers.itSindacato-Networkers.it
      Amministratore del forum

      Salve Ravenna,

      come già suggerito dal mio collega le conviene rivolgersi ad una struttura sindacale nel suo territorio.

      Posso aggiungere che ritengo non giusta l’interpretazione aziendale relativa all’utilizzo dello smart working, e cioè, che vengano trattenute ore di ferie mentre si chiede la reperibilità.

      Noi siamo della Uil, lei può rivolgersi al seguente indirizzo per avere informazioni più dettagliate:

      Uim-Uil. via Le Corbusier, 29 – Ravenna – Tel.: 0544 292249

      Li contatti telefonicamente, saluti

      Gioia

       

    • #9010
      AvatarRavenna
      Partecipante

      Buon pomeriggio Mario e grazie della risposta.

      Come scritto nel topic il mio CCNL è “industrie alimentari varie”.

      La provincia nella quale l’azienda ha sede è la provincia di Ravenna.

      Mi spiego meglio riguardo al mio quesito perché dalla sua riposta capisco che non sono stato sufficientemente chiaro.

      Non si tratta di ore lavorative richieste in più da parte del mio datore di lavoro ma di ore scalate. Mi è stato comunicato che sarei stato messo in ferie (permesso) per 2 delle 8 ore lavorative giornaliere… ma in quelle 2 ore sarei dovuto comunque essere reperibile al telefono e avrei dovuto comunque controllare l’e-mail. In sostanza non solo non mi pagano ma mi scalano ore di permesso chiedendomi ugualmente di svolgere la mia prestazione lavorativa. Come spiegato nel topic non percepisco nessuna indennità di reperibilità.

      Concordo con Lei sul fatto che nel decreto dell’1 marzo 2020 su lavoro e Coronavirus, all’articolo 4, è previsto che si applichi la legge sullo smart working per il periodo di emergenza, anche senza accordi individuali ma mi chiedo (e le chiedo) possibile che questo decreto nella sua applicazione vada a ledere i diritti acquisiti dai lavoratori ?

      Quando non ero in smart working e prendevo 2 ore di permesso uscivo alle 16, spegnevo il cellulare e non controllavo la posta elettronica fino alle 8:30 del giorno successivo. Com’è possibile che adesso mi vengano scalate 2 ore di permesso (so che l’azienda può farlo nel caso lo ritenga opportuno, non è questo il problema) e mi venga chiesto di essere comunque reperibile nelle 2 ore di permesso ?

      Le dirò di più il nostro capo ufficio ha anche scritto “… tanto siete a casa e non potete uscire”. Mi chiedo se si possa sostenere, da parte dell’azienda, una tal posizione. Fino a prova contraria io nel mio tempo libero (siano esse ore di permesso o giornate di ferie) faccio ciò che ritengo giusto fare per “staccare dal lavoro” e non posso essere costretto “solo perché sono tenuto a stare a casa” a lavorare non pagato.

      La ringrazio nuovamente per i suoi preziosi consigli.

      Gian Luca

    • #9008
      Sindacato-Networkers.itSindacato-Networkers.it
      Amministratore del forum

      Buongiorno,

      nel decreto dell’1 marzo 2020 su lavoro e Coronavirus, all’articolo 4, è previsto che si applichi la legge sullo smart working per il periodo di emergenza, anche senza accordi individuali.

      La legge sullo smart working (la n. 81 del 22 maggio 2017) prevede all’articolo 1 che “la prestazione lavorativa viene eseguita, in parte all’interno di locali aziendali e in parte all’esterno senza una postazione fissa, entro i soli limiti di durata massima dell’orario di lavoro giornaliero e settimanale, derivanti dalla legge e dalla contrattazione collettiva.

      Quindi, secondo me, le ore in più lavorate richieste dal suo datore di lavoro andrebbero contate piuttosto come lavoro straordinario.

      Le consiglio comunque di rivolgersi a una struttura sindacale della sua città/provincia, dato che in questa fase delicata la legge potrebbe cambiare da un giorno all’altro.

      Se mi scrive in quale città lavora e che Ccnl le applicano, sarò lieto di indicarle un ufficio sindacale vicino a lei.

      Saluti,

      Mario

    • #8989
      AvatarRavenna
      Partecipante

      Buongiorno,

      sono un impiegato di secondo livello con contratto full time (CCNL “industrie alimentari varie”). Il mio contratto non prevede indennità di reperibilità (oltre il normale orario di lavoro) ma prevede un superminimo per compensare eventuali ore di straordinario.

      In questi giorni (causa emergenza coronavirus) stiamo lavorando da casa in smart working. Mi è stato fornito un cellulare aziendale solo per questo periodo (non l’ho mai avuto e lo restituirò al termine dello smart working).

      Ad oggi (visto il temporaneo lasso di tempo per il quale verrà applicato) non abbiamo sottoscritto nessun  contratto di smart working con la Direzione Aziendale.

      Il nostro orario d’ufficio (comunicato dall’Azienda) resta il solito di sempre ovvero dalle 8:30 alle 12:30 e dalle 14 alle 18 dal lunedì al venerdì (con la possibilità di terminare alle 17 il venerdì scalando un’ora di R.O.L.).

      Il nostro responsabile d’ufficio durante questa situazione di smart working  ha deciso, per alcuni giorni, di scalarci 2 ore di ferie ogni giorno (dalle normali 8 ore alle 6 ore giornaliere). Fin qui tutto rientra nell’alveo delle prerogative aziendali.

      A questo punto ho chiesto quale fosse il nuovo orario al quale potevo spegnere il telefono aziendale ed inserire nella posta elettronica un messaggio d’assenza.

      Sotto uno stralcio della sua risposta:

      “Lavorare in smart working significa accettare il compromesso di essere flessibili. Il fatto di disporre di cellulare, significa poter essere rintracciabili in caso di urgenze. Pertanto, non vanno staccati i telefoni e nemmeno messo un messaggio di assenza.”.

      Vi chiedo se

      – non essendo presente un accordo (contratto lavorativo) da me controfirmato che regoli nel dettaglio l’applicazione dello smart working

      – non avendo l’indennità di reperibilità all’interno del mio contratto di lavoro

      – non avendo il cellulare fra i benefit aziendali (ma solo in dotazione per il periodo di smart working)

      è lecita la richiesta che è stata avanzata di essere reperibile telefonicamente, leggere l’e-mail e gestire eventuali urgenze per l’intera fascia lavorativa (8:30-12:30 e 14:18) pur essendo pagati per sole 6 delle 8 ore totali.

      Grazie.

      Gian Luca

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