P.I. o subordinazione?

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Questo argomento contiene 3 risposte, ha 2 partecipanti, ed è stato aggiornato da Sindacato-Networkers.it Sindacato-Networkers.it 8 mesi, 2 settimane fa.

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  • #6276
    Sindacato-Networkers.it
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    Amministratore del forum

    Buongiorno PI90,

    per arrivare preparata al meglio al colloquio col suo datore di lavoro, le consiglio comunque di far verificare prima a un ufficio sindacale il contratto o l’accordo che avete stipulato all’inizio e capire meglio la sua situazione lavorativa attuale, così da analizzare tutti gli aspetti.

    Dato comunque che, secondo quanto ha scritto, ci sono i presupposti per il passaggio a un contratto di lavoro subordinato nello studio professionale dove lavora, dovrà seguire 2 strade:

    • trovare un accordo col suo datore di lavoro che dovrà trasformare il suo contratto da partita IVA a contratto di lavoro subordinato;
    • in caso contrario, dovrà avviare una vertenza per far riconoscere il rapporto di lavoro in essere come un rapporto di lavoro subordinato.

    Per quanto riguarda le competenze, non dovrebbero esserci problemi. Piuttosto, bisognerà valutare le mansioni svolte e le responsabilità che le hanno dato, rispetto al livello di inquadramento previsto per il suo auspicabile futuro lavoro da dipendente a partire da gennaio 2018.

    Il titolo di studio non pone formalmente limiti nel passaggio da partita IVA a subordinato.

    Resto a disposizione per ulteriore supporto e le porgo cordiali saluti,

    Mario

    • #6304

      PI90
      Partecipante

      Buongiorno Mario,

      la ringrazio molto per la sua risposta. Avrei solamente un’altra domanda. Nel malaugurato caso in cui non dovessi trovare un accordo con il datore di lavoro, se avviassi una vertenza, poi sarebbero costretti ad assumermi con contratto di lavoro subordinato? O potrebbero rifiutarsi? Insomma, non vorrei rischiare di: avviare la vertenza, non essere comunque assunta e, magari, essere licenziata o trovarmi in una situazione poco piacevole con il titolare.

      La ringrazio ancora infinitamente per la risposta e le faccio gli auguri di buon anno!

      • #6308
        Sindacato-Networkers.it
        Sindacato-Networkers.it
        Amministratore del forum

        Buongiorno PI90,

        la vertenza chiaramente può avere o un risultato a suo favore oppure contrario.

        Se viene riconosciuto il rapporto di lavoro subordinato, il suo datore di lavoro è sia sanzionato dalla legge, sia obbligato ad assumerla come dipendente.

        Ci sono comunque alcuni casi dove la presunzione di subordinazione non si applica:

        • se la collaborazione è prevista dal CCNL o siglata dai sindacati, al fine di venire incontro a specifiche esigenze del settore;
        • se la prestazione è resa da lavoratori iscritti all’Albo professionale;
        • se l’attività è svolta per conto di componenti degli organi di amministrazione e controllo delle società e dei partecipanti ai collegi ed alle commissioni, solo se in relazione alle loro funzioni;
        • se la prestazione è resa a fini istituzionali nelle associazioni sportive e dilettantistiche riconosciute dal Coni;
        • se la prestazione ha ottenuto la certificazione dei requisiti presso le commissioni di certificazione istituite ai sensi dell’art 76 del Decreto Legislativo 276/2003.

        Se il suo datore la assumerà avrà una sanatoria in termini fiscali, contributivi e amministrativi e non potrà licenziarla per i prossimi 12 mesi, al netto di un licenziamento per giusta causa o per giustificato motivo soggettivo.

        Per valutare al meglio la possibile soluzione finale, le consiglio di far controllare bene tutti i documenti di lavoro in suo possesso a un ufficio sindacale della sua città, così che potrà aiutarla nella scelta di fare o meno una vertenza per far riconoscere la sua posizione lavorativa da dipendente.

        Se mi scrive in quale città lavora, le indico un nostro ufficio più vicino a lei o può visionare la mappa blu dell’Italia che trova qui sul nostro sito.

        Cordialmente,

        Mario

  • #6265

    PI90
    Partecipante

    Buonasera a tutti.
    Da circa 6 mesi ho iniziato una collaborazione con uno studio professionale. Lavoro full-time, dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 18. Il “contratto” che mi è stato proposto è quello di collaborazione con partita IVA (regime dei minimi), aperta appositamente per poter collaborare con loro e con il “vantaggio” di poter usufruire del loro commercialista. Essendo veramente un settore di mio interesse e avendo bisogno di fare esperienza, ho accettato, sapendo che tutto ciò sarebbe andato più a favore dello studio (in termini di guadagno e tasse). Tuttavia, in fase di contrattazione con il titolare, era stata da subito lasciata aperta la possibilità di trasformare più avanti il mio “contratto” in un contratto di lavoro subordinato (una volta trascorsi un tot di mesi).

    Infatti, prima di accettare questa collaborazione, mi ero informata online in merito, trovando i requisiti per i quali scatterebbe in automatico la subordinazione.

    Ora, riguardando la mia situazione, sembrerebbe proprio che fra 2/3 mesi dovrei averli tutti, ossia:

    -aver collaborato almeno 8 mesi consecutivi con quell’azienda – appunto a febbraio/marzo sarà così;

    -l’80% del mio guadagno deve provenire da quell’azienda – nel mio caso è il 100%;

    -altri requisiti che non ricordo precisamente, ma so che ci sono.

    Io non ho intenzione di litigare con il titolare di questo studio, ma dato che a gennaio dobbiamo revisionare la mia situazione, vorrei andare preparata, sapendo quali sono realmente i miei diritti e quello che veramente posso esigere da loro.

    Per prima cosa quindi, volevo chiedere a qualcuno più esperto di me se ho davvero diritto alla trasformazione del mio contratto in contratto di lavoro subordinato.

    Inoltre, avrei un altro dubbio: leggevo le eccezioni per cui è comunque concesso continuare a lavorare in P.I. anche se tutti i requisiti di cui sopra sussistono.
    Avrei il dubbio solamente su una delle eccezioni, perché le altre so che (fortunatamente) non mi riguardano. Il punto in questione è: “la prestazione sia connotata da competenze teoriche di grado elevato acquisite attraverso significativi percorsi formativi”. Ho visto che con “competenze teoriche di grado elevato” si intende anche il diploma di scuola superiore… Io sono laureata (II livello), però con competenze teoriche di grado elevato pensavo si intendesse master o dottorato. E’ davvero possibile che nonostante sussistano tutti i requisiti, non posso richiedere questo passaggio solamente per questo punto (che tra l’altro mi sembra un po’ ridicolo)? Potrei aver sbagliato io a comprendere? Oppure, visto che tutti gli altri requisiti ci sono, potrei aver diritto ugualmente?

    Ecco, chiedo a voi, sperando che qualcuno possa aiutarmi.
    Vi ringrazio in anticipo.

    Buona serata.

    • Questo argomento è stato modificato 9 mesi, 2 settimane fa da  PI90.

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