Nostra intervista al fondatore del China Labor Watch

Post by: 27/02/2012 0 comments 818 views

Hong Kong – Lo scorso 13 febbraio la Apple, dopo le tante denunce sulle condizioni di lavoro alla Foxconn -l’azienda cinese che produce gli iPhone e gli iPad – ha deciso di affidare alla Fair Labor Association l’incarico di indagare sulle reali condizioni di lavoro in questa fabbrica, in cui, negli ultimi tempi, si sono verificati diversi suicidi.

Abbiamo chiesto a Li Qiang, fondatore del China Labor Watch, fondazione non-profit, nata nel 2000, che conduce da più di dieci anni, una indagine approfondita delle condizione di lavoro nelle fabbriche in Cina produttrici per le grandi multinazionali USA, di commentare la decisione della Apple di approfondire le condizioni di lavoro alla Foxconn.

La Foxconn è una grande industria manifatturiera high tech che annovera tra i suoi clienti le maggiori aziende dell’ICT mondiale. Ed è al centro dell’attenzione mediatica nell’ultimo anno a causa degli incidenti, dei suicidi e scioperi dei lavoratori, denunciati spesso proprio dal China Labor Watch nei suoi rapporti.

Li Qiang ha 39 anni, è un attivista cinese per i diritti dei lavoratori nelle fabbriche in Cina, ha studiato legge ed ha iniziato la sua attività sostenendo gli scioperi dei lavoratori e dei taxisti cinesi. Ha lavorato in diverse fabbriche elettroniche, dove ha investigato sulla condizione dei lavoratori, spesso gravissime e le ha denunciate in molti report. E’ alla guida di un team in Cina i cui componenti sono più volte riusciti ad entrare nelle fabbriche anche facendosi assumere come operai.

Sei d’accordo con il Presidente della FLA (Fair Labor Association, associazione no profit con lo scopo di migliorare le condizioni di lavoro ne mondo), Auret Van Heerden, intervistato da Reuters che dice “Le strutture della Foxconn sono di prima classe e le condizioni fisiche nelle fabbriche sono ben al di sopra della media standard”?

Li Qiang: sono d’accordo con quello che dice Van Heerden, le condizioni fisiche delle fabbriche sono buone. Ma il più grande problema per la Foxconn è che i lavoratori lavorano sotto una forte pressione. Stanno a lavoro dalle 10 a 11 ore al giorno. La Foxconn tratta i lavoratori come fossero macchine. Loro pensano a quanti prodotti possono produrre, e non a dare ai lavoratori un po’ di riposo. Questa è la loro cultura del lavoro.

Che cosa pensi del fatto che Apple abbia incaricato la FLA di verificare le condizioni di lavoro presso i loro fornitori in Cina? E’ un organizzaizone indipendente?

Li Qiang: per quanto ne so, la maggior parte dei membri della FLA sono espressione delle grandi multinazionali. Quindi, la scopo della FLA è quella di fare gli interessi di queste grandi aziende e non ai lavoratori. Molte volte, la FLA non parla a nome dei lavoratori che queste compagnie impiegano. Se Apple volesse eseguire ispezioni accurate e affidabili, dovrebbe chiedere ai tanti gruppi indipendenti che si occupano di difesa del lavoro, di redigere un report accurato e indipendente. Comunque da quanto ne so nessuna di queste associazioni sono al momento coinvolte. Quindi possiamo solo concludere che Apple sta accettando l’ispezione della FLA non per risolvere i problemi, ma per riparare ai danni d’immagine che ha ricevuto a causa delle sue pratiche di lavoro.

Tuttavia la questione fondamentale non è se le ispezioni siano aggiornate e affidabili, né quale gruppo o associazione dovrebbe eseguire l’ispezione. È un dato di fatto che le fabbriche da cui si rifornisce Apple infliggono ai loro lavoratori lunghe ore di lavoro, condizioni di lavoro insicure, un sistema di retribuzione di sfruttamento e così via. La questione più importante che Apple dovrebbe risolvere sarebbe quella di migliorare le condizioni dei lavoratori nelle fabbriche fornitrici. Perché è la Apple e non la fabbrica che ha la responsabilità finale per loro”

In Germania i lavoratori degli Apple Store accusano la multinazionale di imporre dure condizioni di lavoro. Victoria Sklomeit rappresentante del sindacato Ver ha dichiarato “gli impiegati sono costantemente esposti a stress, forzati a turni di lavoro aggiuntivi e non protetti contro il rischio che provengono dal rumore del negozio”. Così gli impiegati hanno deciso di costituire la prima rappresentanza sindacale a Monaco. Cosa ne pensi?

Li Qiang: penso sia una buona cosa che gli impiegati si uniscano in un sindacato e che proteggano i loro diritti. Ma devono essere sicuri che questo sindacato funzioni davvero

Il Report del China Labor Watch sul lavoro alla Foxconn

 

di Hu Yu Li

Nostra intervista al fondatore del China Labor Watch ultima modifica: 2012-02-27T00:00:00+00:00 da Redazione

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