Google vuole vietare ai lavoratori di organizzarsi via email

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Google vuole vietare ai lavoratori di organizzarsi via email

I dipendenti americani di Google di nuovo in conflitto con l’azienda di Mountain View. Questa volta perché pare sia a rischio la possibilità di organizzazione sindacale dei lavoratori.

Dopo il Walkout di novembre 2018, la manifestazione di circa 20mila lavoratori di Google in giro per il mondo che hanno incitato l’azienda a gestire le discriminazioni sessuali e la propria governance includendo un rappresentante dei lavoratori nell’amministrazione aziendale.

Tra l’altro, quella iniziativa fu pure sostenuta dal Ceo di Google Sundar Pichai. Ma a quanto pare tre settimane dopo, gli avvocati della società hanno chiesto al National Labor Relations Board americano di restringere il diritto dei lavoratori di organizzarsi usando le email di lavoro.

Una norma che era stata varata nel 2014 durante l’amministrazione Obama per limitare i datori di lavoro dal sanzionare i lavoratori che usavano la propria email aziendale per far circolare petizioni o provare a formare un sindacato e che ora le richieste di Google alla commissione lavoro statunitense la mettono a rischio.

L’azienda sembra smentire questa ipotesi dichiarando che si tratta di una difesa legale come un’altra.

Il movimento dei dipendenti di Google tuttavia non ci sta. In un tweet commentano così: “In un’email di Google inviata a tutti noi, Sundar ci ha rassicurato che lui e l’amministrazione Google ha supportato il walkout. Ma le richieste della compagnia al National Labor Relations Board racconta una storia diversa. Se queste protezioni verranno meno, Google sarà complice nel limitare i diritti dei lavoratori negli Stati Uniti, non solo per noi”.

Per maggiori informazioni, si può leggere questo articolo (in inglese) del sito Bloomberg.

Foto: Michael Short/Bloomberg

 

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