Sindacato-Networkers.it
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Buongiorno,
il principio di fondo per accedere alla Naspi è la perdita involontaria dell’occupazione.
Quindi, se a termine del contratto a tempo determinato non verrà confermato, avrà diritto ad accedere alla Naspi.
Saluti,
Mario
Buongiorno,
il decreto Cura Italia ha previsto la possibilità per i datori di lavoro di disporre – tra l’altro – l’uso delle ferie maturate ai propri dipendenti prima di ricorrere agli ammortizzatori sociali.
Detto questo, e considerato però quanto scritto da lei, il mio consiglio è di sentire un sindacato di categoria per farsi assistere e provare a capire insieme ai colleghi se ci sono i margini per arrivare all’accordo per la Cig.
Se mi scrive quale Ccnl le applicano e in quale città lavora, sarò lieto di darle i riferimenti di un ufficio sindacale più vicino a lei.
Saluti,
Mario
Buongiorno,
il Testo Unico su salute e sicurezza (articolo 37 – punto 12, particolare) prevede che la formazione si svolga durante l’orario di lavoro.
Se l’azienda è chiusa, tra l’altro, con accordo sindacale, mi sembra strano che si possa fare.
Le consiglio di sentire proprio le organizzazioni sindacali di categoria (presenti nella sua azienda o nella città/provincia dove lavora) per chiedere chiarimenti ulteriori.
Di seguito il link con tutte le sedi territoriali: https://www.uiltec.it/sedi
Saluti,
Mario
Buongiorno,
esatto.
Cordialmente,
Mario
Buongiorno,
è tenuto a mandare al suo datore di lavoro l’attestazione sull’inizio e la durata presunta della malattia scritta dal medico curante.
Dopo la fine del periodo di malattia, potrà richiedere le ferie e il suo datore di lavoro eventualmente disporle per il periodo richiesto. Se dovesse rifiutarle, deve motivare il rifiuto.
Inoltre, i Ccnl disciplinano in linea generale il godimento delle ferie. Per verificare la corretta gestione di questo istituto, le consiglio di consultare il Ccnl applicato per il suo rapporto di lavoro.
Saluti,
Mario
Buongiorno,
no, se è in malattia non può andare in ferie. Dovrebbe rientrare al lavoro e chiedere di conseguenza le ferie.
Saluti,
Mario
Buongiorno,
non credo proprio che sia corretto il comportamento dell’azienda.
Le consiglio vivamente di sentire quanto prima i colleghi della UILTuCS presenti nella città/provincia dove lavora.
Può trovare i contatti cliccando sulla mappa blu dell’Italia o se mi scrive la città dove lavora, sarò lieto di darle i riferimenti dell’ufficio più vicino a lei.
Saluti,
Mario
Buongiorno,
sì, la sua interpretazione dell’elemento perequativo dovrebbe essere corretta in linea generale.
Tuttavia le consiglio di sentire un sindacato di categoria (la Uilm, per esempio) presente in azienda o un ufficio della sua città/provincia, così da verificare bene la sua situazione contrattuale.
Cordialmente,
Mario
Buongiorno,
bisogna vedere se le mansioni che avrà a fine periodo di apprendistato corrispondono al sesto livello di inquadramento del Ccnl.
Se fosse così, l’inquadramento è corretto da parte dell’azienda.
L’importante è comunque che non sia inferiore per più di 2 livelli rispetto a quello previsto dal contratto aziendale per i lavoratori che svolgono la stessa mansione o funzione.
Saluti,
Mario
Buongiorno,
credo sia meglio contattare un ufficio sindacale di categoria (la UILM, per esempio) presente nella sua città per fare una corretta verifica delle buste paga e del suo contratto, così da richiedere all’azienda eventuali differenze retributive in maniera corretta.
Saluti,
Mario
Bene (si fa per dire…). Gliel’ho chiesto giusto per togliere ogni dubbio.
Ecco i contatti della UILTuCS Pistoia:
Piazza San Francesco, 25/26
Email: segreteria@uiltucs-toscanacentro.itContatti anche il centralino della UILTuCS Toscana di Firenze, così da avere un contatto diretto
Telefono: 055 295063
Orario di apertura dal Lunedì al Venerdì:
Mattina
9.00 > 13.00Pomeriggio
14,30 > 18,30Saluti,
Mario
Buongiorno,
prima di darle la risposta, le faccio anche una domanda: durante la fase 1 del Covid19 è rimasta a casa consumando le ferie maturate? Perché questo potrebbe complicare un po’ le cose.
In ogni caso, il passo successivo in mancanza di riprogrammazione è di rivolgersi a un nostro ufficio UILTuCS presente nella sua città/provincia dove lavora, così da contestare in primis l’atteggiamento anticostituzionale (articolo 36 della Costituzione sul diritto alle ferie del lavoratore) del suo datore di lavoro.
Se vuole, può già prendere i contatti cliccando sulla mappa blu dell’Italia presente su questa pagina web.
In alternativa, se mi scrive in quale città lavora, sarò lieto di fornirle i riferimenti utili.
Resto in attesa di un suo riscontro.
Cordiali saluti,
Mario
Buongiorno,
se avete trovato l’accordo e l’azienda non si oppone alle sue dimissioni per giusta causa per mancato pagamento dello stipendio, dovrebbe andare tutto liscio.
Saluti,
Mario
Buongiorno,
forse mi sono spiegato male e chiedo scusa.
Certo che ha diritto alle ferie durante l’anno. Da Ccnl Commercio si matura un periodo di ferie equivalente a 26 giorni lavorativi. Per legge, come lei giustamente accennava sopra, deve fare almeno un periodo di 2 settimane continuative e il resto secondo quanto previsto da contrattazione.
Nel post precedente mi riferivo alla gestione del periodo di godimento delle ferie che va definito tra le parti, anche se il datore di lavoro ha l’ultima parola, sentiti i bisogni dei lavoratori.
Saluti,
Mario
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Questa risposta è stata modificata 5 anni, 7 mesi fa da
Sindacato-Networkers.it.
Buongiorno,
si tratta di capire le mansioni di un livello di inquadramento più alto a lei assegnate e la continuità lavorativa rispetto alle suddette mansioni.
Per avere un riconoscimento di un livello di inquadramento superiore deve raccogliere quanti più documenti utili (per esempio: e-mail, testimonianze di colleghi, lettere di incarico o di nomina per determinate mansioni, ecc.) per provare a richiedere condizioni contrattuali ed economiche migliori al suo datore di lavoro.
Le consiglio di farsi assistere o quantomeno consultare i colleghi della UILTuCS presenti nella città/provincia dove lavora, così con i documenti alla mano potrete valutare insieme su quale livello di inquadramento andare.
Trova i contatti cliccando sulla mappa blu dell’Italia presente in questa pagina.
In alternativa, se mi scrive la città dove lavora, sarò lieto di fornirle i riferimenti utili.
Saluti,
Mario
Buongiorno,
diciamo in generale che le ferie vengono disposte dal datore di lavoro, sentiti i bisogni dei lavoratori. Se vengono fatte delle modifiche unilaterali, andrebbero date con un congruo anticipo, così da evitare problemi come quelli che ha scritto nel suo post.
Ora, qualora dovesse avere un danno economico, andrebbe impugnata la decisione del suo datore di lavoro per avere un risarcimento economico.
Tuttavia, le consiglio di andare per gradi, cioè provi a capire se l’agenzia le rimborsa le spese per le sue vacanze; se così non fosse, lo faccia presente al suo datore di lavoro e provi a trovare un accordo; se non vuole sentire parlare di rimborso o di ripristinare il suo periodo di ferie, le consiglio di contattare i nostri colleghi della UILTuCS presenti nella città/provincia dove lavora e valutare un’azione sindacale e/o vertenziale nei confronti del datore di lavoro.
Se mi scrive in quale città lavora, le giro i contatti di un nostro ufficio più vicino a lei.
In alternativa, può trovare i riferimenti cliccando sulla mappa blu dell’Italia presente in questa pagina.
Cordialità,
Mario
Ok. Vale comunque quanto scritto nella seconda parte del mio precedente messaggio.
Per ulteriore supporto e informazioni, le consiglio comunque di sentire i colleghi romani della UILTuCS Roma.
Di seguito il link con i contatti: https://sindacato-networkers.it/lazio/
Saluti,
Mario
Buongiorno,
prima di rispondere punto per punto alle sue domande, le premetto che il tipo di licenziamento che dovrebbe mettere in atto il suo datore è il licenziamento per giustificato motivo oggettivo (economico), non per giusta causa.
Inoltre, i recenti decreti del governo a tutela dell’occupazione prevedono il blocco dei licenziamenti e forme di sostegno al reddito. Per i suddetti motivi le consiglierei in primis di contattare i colleghi del sindacato di categoria presenti nella città/provincia dove lavora.
Detto questo, provo a darle qualche indicazione sulle sue domande:
1) No, non macchierebbe se definito come scritto sopra un licenziamento per motivi economici dell’azienda;
2) Nel caso di conciliazione in sede protetta (sindacale o alla Direzione territoriale del lavoro) è prevista ugualmente la Naspi. E’ una delle eccezioni allo stato involontario di disoccupazione previsto per ottenere l’indennità. Ma va fatta la conciliazione al posto del licenziamento;
3) La Naspi dura la metà delle settimane di contribuzione negli ultimi 4 anni per un massimo di 24 mesi.
4) Difficile dirlo così. Al netto di quanto scritto all’inizio, lei sta trattando per la perdita di un posto di lavoro che sicuramente ha un valore molto alto;
5) Certo, il Tfr verrà liquidato con le competenze di fine rapporto o in fase conciliativa.
Spero di essere stato utile. Ribadisco comunque di rivolgersi a una struttura sindacale per farsi assistere al meglio.
Saluti,
Mario
Buongiorno,
mi chiedo tuttavia se il suo datore di lavoro vuole farla lavorare oggi che è una festività. In tal caso, scatterebbe il riposo compensativo.
Il riferimento di legge al diritto al riposo settimanale è l’articolo 36 della Costituzione (“Il lavoratore ha diritto al riposo settimanale e a ferie annuali retribuite, e non può rinunziarvi”) e l’articolo 2109 del codice civile.
Saluti,
Mario
Buongiorno,
sì, ne ha diritto.
Più in generale, le festività sono riconosciute dalla Contrattazione Nazionale (CCNL TDS Confcommercio).
Se il suo datore di lavoro dovesse chiederle di lavorare nel giorno festivo, le ricordo che la disponibilità al lavoro festivo è una scelta libera e autonoma di lavoratrici e lavoratori che operano nel settore del commercio.
Anche recenti sentenze dei Tribunali del lavoro hanno stabilito che il datore di lavoro non può imporre al dipendente di lavorare in una giornata festiva e definisce illegittima l’eventuale sanzione disciplinare a carico del dipendente motivata dal rifiuto a lavorare in un giorno festivo, se quindi il dipendente non ha dato preventivamente il proprio consenso.
Se il giorno festivo cade in un giorno in cui si avrebbe avuto riposo, le ore lavorate vanno pagate come ore straordinarie festive, ossia maggiorate almeno del 30%.
Saluti,
Mario
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Questa risposta è stata modificata 5 anni, 7 mesi fa da
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