Personaggi tecnologici

Davide Basile – Digital marketing manager

Meglio conosciuto in rete come kawakumi, Davide Basile ama definirsi “appassionato curioso” citando la celebre frase di A. Einstein “I have no special talent. I am only passionately curious”. Laureato in Economia Aziendale alla Federico II di Napoli, un passato fra NinjaMarketing, Estrogeni, Ad Maiora, Inova e Triboo sempre in...

Alberto Vottero – Client manager

45 anni, torinese e con una laurea in statistica, dopo il diploma di liceo scientifico. Responsabile clienti di Triboo Digitale da circa due anni, è appassionato di saggistica scientifica, di cucina e di free climbing.   L’ultimo social post? Generalmente uso facebook e linkedin. Facebook però cerco di limitarlo quasi...

Armando De Lucia – CRM online manager

Nato mentre i Pink Floyd lavoravano in studio a 'Dark Side of the Moon', Laurea in Psicologia, Master in e-business Management all'Istud di Stresa, Specializzazione in strumenti di Group-working presso l'École de Management de Grenoble. Romano d'adozione, ma orgoglioso conterraneo di Toni Servillo e Roberto Saviano. Se mi si chiede...

Pier Paolo Petrella – Community manager

MILANO – Pier Paolo, 42 anni, di Benevento ma cittadino della rete. Appassionato di Internet da tanti anni ha svolto sempre incarichi commerciali/marketing in differenti imprese tanto nazionali che internazionali. Ha vissuto la maggior parte della sua gioventù tra Milano e Madrid.

Negli anni ha imparato a privilegiare il lavoro di team diventando un fanatico delle relazioni sociali (quelle vere, come ci scrive) e appassionato di gastronomia e cucina (di fatto il suo è un blog di ricette, l’unione delle sue principali passioni).

Ama viaggiare, leggere, ascoltare musica e andare al teatro. Attualmente ha fatto ritorno nella sua città natale dove svolge il ruolo di Social Media Manager di un’agenzia web e in particolare di un portale di enogastronomia (vinit.net).

L’ultimo social post?
Un link a una ricerca sul mercato mondiale del vino (gestisco un portale di enogastronomia).

L’ultimo video che hai visto su Youtube?
Come fare? ne vedo tantissimi 🙂 Comunque, lo spettacolo completo di Beppe Grillo, Delirio.

Mac, Windows o Linux?
Windows.

L’ultimo acquisto online?
Biglietto aereo Napoli Madrid.

Un libro che ha segnato la tua vita?
Mani Sporche di Travaglio.

Qual è stato il progetto lavorativo che più ti ha segnato?
La pianificazione di una campagna di pubblicità sul network di Yahoo! in 5 paesi della durata di 6 mesi e un budget di 1500 euro.

Quando hai deciso di diventare community manager?
Diciamo che è stato un processo quasi naturale: dopo aver svolto per 15 anni attività di Business Development, ho semplicemente seguito gli sviluppi del mercato e approfondito le conoscenze dopo aver aperto il mio blog.

Nella tua carriera, ha contato più lo studio (da autodidatta o scolastico-professionale) o l’esperienza pratica?
Quando ho cominciato a lavorare nell’online (1993), non esisteva quasi niente a livello di contenuti e bibliografia. Diciamo la pratica, unitamente all’esperienza presso Yahoo! alla fine degli anni 90.

Il primo colloquio non si scorda mai: hai qualche curiosità da raccontare?
Più che sul colloquio, ricordo come se fosse oggi quando, navigando con un amico, inviai il cv a Yahoo! (Dicembre 1997). Era il mio sogno nel cassetto, il mio portale favorito!
Il mio amico mi disse: “dai Pier, che mandi a fare il cv a Yahoo!, non ti chiameranno mai!”. Ai 20 minuti mi chiamò il Direttore Generale per propormi un colloquio…non ci credevo!
2 mesi dopo, ero a Milano cominciando una delle mie esperienze lavorative più belle!

Hai avuto durante la tua carriera professionale un incontro particolare?
Quando conobbi Seth Godin, che presentava il suo primo libro sul Permission Marketing.

Pier Paolo Petrella - Community managerE un’intuizione vincente?
Ero da poco a Madrid, e trovai un posto di Business Development in un portale di offerte di lavoro. Tra le tante sezioni, c’era quella di “ricerca primo lavoro”, molto trafficata.
ING Direct stava bombardando con stampa, televisione, affissioni, on line, etc., con la campagna “cuenta nomina” (conto corrente primo stipendio, più o meno).
Mandai una mail alla direzione generale marketing@… proponendo, già che erano dappertutto, una sponsorizzazione della sezione del portale e differenti soluzioni di pubblicità.
Dopo una mezz’ora mi risposero dicendo: effettivamente, non avevamo mai pensato a una cosa del genere, perchè non vieni a trovarci e ci spieghi come proseguire?
Era un portale (molto conosciuto in Spagna) a conduzione familiare, quindi, un cliente come ING Direct suscitò molto scalpore, tra l’altro, ero nell’impresa da poco meno di due settimane. Stipulai un accordo per 1 anno del valore di 60 mila euro.

Cosa consigli ai giovani che vogliono diventare community manager come te?
Di monitorare Internet, le reti e aprirsi dei profili per prendere confidenza con gli strumenti. Però, soprattutto, di essere educati: quello che si è nella vita reale, deve essere riflesso nel ruolo del Community Manager.
Gli utenti percepiscono quando le cose si fanno con passione e dedizione. Nel mio “piccolo”, lo vedo ogni giorno con il mio blog, la mia pagina in facebook, twitter, etc. Le cose fatte bene, portano gli utenti a partecipare attivamente alle iniziative.

Internet ha cambiato il mondo del lavoro in Italia. Come?
Ha aperto nuovi scenari, nuove posizioni, nuove culture e un modo di comportarsi e confrontarsi. In poche parole, il contradditorio ha reso tutto più professionale: non c’e’ spazio per chi non fa le cose per bene.

Serve un sindacato dei Networkers? Se sì, come te lo immagini?
Come ogni categoria di lavoro, potrebbe essere utile che ci sia un organismo che ne regoli le funzioni. Forse è presto, ma se dovesse esserci, immagino sia per valorizzare, tutelare, difendere e migliorare le professionalità di ognuno di noi.

Descrivi la tua professione in modo chiaro e diretto in modo che anche mia nonna possa capirla.
Non essere su internet, significa non esistere. Essere su Internet, aiuta a migliorarsi (Una cosa che ripeto sempre ai clienti o potenziali clienti). Ecco, io penso di aiutare le imprese a migliorare grazie ai suggerimenti degli utenti.

L’organizzazione ‘classica’ del lavoro (orari rigidi e cartellino da timbrare) ha senso per un networker?
Sicuramente non è necessario, anzi, la nostra attività è molto più legata alle necessità/abitudini dell’utente che non dall’impresa dove si lavora o collabora.

Quanti sono i tuoi amici sui socialnetwork, quanti di questi conosci davvero e quanti frequenti anche “off-line”?
Con rispetto alla mia vita privata, la maggior parte degli amici sono “reali”, nel senso che li frequento (tanto in Italia che in Spagna) 🙂
Con rispetto, per esempio al mio blog, la maggior parte sono seguitori e fatte poche eccezzioni (Canal Cocina, canale tematico del Canal+ in Spagna che organizza annualmente cene dove posso conoscere colleghi e seguitori), tali restano, seguitori con il quale scambio opinioni e qualche post sui vari social.

Prima di incontrare qualcuno che non conosci fai una ricerca su Google?
Faccio ricerche in generale, ma solo se sono incontri di business o potenzialmente utili per il mio lavoro. Se è personale, lascio al caso… più genuino 🙂

 

di Mario Grasso

Francesco Rulli – Web designer

30 anni, prossimo al matrimonio e capo scout in Agesci. Lavora nel webdesign dal 2005 in un’azienda ICT. Attualmente è responsabile dell’area multimediale ma si occupa anche dell’help desk.

Ama andare in montagna, legge molto e ascolta molti generi musicali: da Mozart a David Bowie, passando per Branduardi, Battiato, Michael Jackson ed i Kool and the Gang.

L’ultimo social post?
Non sono una persona che scrive molto sui social network, soprattutto perché tendo ad essere abbastanza riservato sulla mia vita privata. Scrivo qualcosa per conto dell’associazione scout alla quale appartengo.

L’ultimo video che hai visto su Youtube?
“Where are we now?” il ritorno di David Bowie sulla scena musicale. È un mio grande mito.

Mac, Windows o Linux?
Mac per me, Windows in ufficio (scelta obbligata, sob).

L’ultimo acquisto online?
Un coupon per una pizza fra amici.

Un libro che ha segnato la tua vita?
Leggo molto, mi è difficile sceglierne uno in particolare per cui direi “I Miserabili” di Hugo e tutta la produzione di Dumas, che amo, e “Il Nome della Rosa” di Eco, con il quale è iniziata la mia passione per i libri over 500 pagine.

Qual è stato il progetto lavorativo che più ti ha segnato?
Sicuramente Eurobasket Women 2007: mesi di lavoro, orari continuativi incredibili, responsabilità e tempi stretti, ma un’importante esperienza professionale.

Quando hai deciso di diventare web designer?
E’ stato un po’ per caso. Disegnare siti web, o “ipertesti” a scuola, era un mio hobby. Poi ho conosciuto un’azienda che aveva bisogno nell’immediato di una persona che ne sapesse di HTML & Co. e da lì non ho più smesso.

Francesco Rulli - Web designerNella tua carriera, ha contato più lo studio (da autodidatta o scolastico-professionale) o l’esperienza pratica?
Esperienza, esperienza, esperienza. Vengo da un liceo scientifico, di queste cose non ne sapevo niente!

Il primo colloquio non si scorda mai: hai qualche curiosità da raccontare?
Nessuna in particolare perché l’azienda la conoscevo già un po’. Ricordo però bene il mio primo incarico: una docenza di linguaggio HTML. L’impatto con una classe di persone più adulte che mi ascoltavano e facevano domande è stato quantomeno emozionante.

Hai avuto durante la tua carriera professionale un incontro particolare?
Penso che il migliore degli incontri ce l’ho tutti i giorni con i miei colleghi, soprattutto quelli con cui collaboro più da vicino, perché imparo molto da loro ogni giorno.

E un’intuizione vincente?
Non è ancora arrivata quella che deve segnare una qualche svolta decisiva

Cosa consigli ai giovani che vogliono diventare web designer come te?
Non vi fate sfruttare.

Internet ha cambiato il mondo del lavoro in Italia. Come?
Secondo me non ancora abbastanza a partire dalla pubblica amministrazione, fino ad arrivare ai privati che ti chiedono spesso cose senza saperne neppure il senso o l’utilità.

Serve un sindacato dei Networkers? Se sì, come te lo immagini?
Francamente non ci ho mai pensato.

Descrivi la tua professione in modo chiaro e diretto in modo che anche mia nonna possa capirla.
Una persona arriva e ti dice “voglio un sito web” ed io lo realizzo cercando di interpretare le esigenze ed i bisogni, soprattutto quelli che rimangono un po’ inespressi.
In altri casi, prendo quello che realizzano i miei colleghi programmatori, ci metto i fiocchi e lo rendo carino e facile da usare.

L’organizzazione ‘classica’ del lavoro (orari rigidi e cartellino da timbrare) ha senso per un networker?
No, ma questo ci tocca.

Quanti sono i tuoi amici sui social network, quanti di questi conosci davvero e quanti frequenti anche “off-line”?
Le persone con sui sono in contatto sui social network le conosco tutte anche nel modo reale, certo sono solo alcune quelle che frequento davvero quotidianemente.

Prima di incontrare qualcuno che non conosci fai una ricerca su Google?
No, preferisco farmi un’idea dal vero. Mi fido di più del mio intuito che in genere non sbaglia quando si tratta di inquadrare una persona.

di Mario Grasso

Francesco Medda – Web & Mobile developer

26 anni, cresciuto a Serrenti (CA) un paese della Sardegna, si è diplomato in Elettronica e Telecomunicazioni a Cagliari. Ha trovato casa a Torino dove ha anche frequentato il Politecnico. Ha iniziato a sviluppare siti per diletto alle medie, e venduto il primo sito a pagamento in prima superiore: da...

Claudio Caciagli – Web designer

Nato a Bologna nel 1972, si è laureato in Scienze Politiche con una tesi sull'accessibilità e ha cominciato l'attività di web designer free lance nel 1998. Ha sempre focalizzato le proprie competenze verso il mondo del web, ricoprendo anche il ruolo di docente. È stato socio di una web agency...

Alessio Sbrana – Web marketing manager

Sul web dai tempi del modem 33.6K, mi sono cimentato nella realizzazione del mio primo sito di "proto-e-commerce" nel 1999. In più di 10 anni di attività su internet, mi sono occupato di strategie di web marketing, promozione online, project management e posizionamento sui motori di ricerca (SEO) per siti...

Viviana La Spina – Web content editor

Classe 1983 e di origini sicule, espatria all’età di 23 anni per cercare fortuna in quel di Milano… e forse ci riesce! La volontà sin dal liceo era quella di realizzarsi come Copywriter e in parte è quello che fa per quasi tre anni presso l’agenzia Red Cell dove realizza...

Letizia Bronzetti – Digital media planner

Letizia Bronzetti ha 29 anni, nata a Terni, vive e lavora a Roma. Durante l'Università lavora nel cinema come Assistente Regia. Una volta laureata frequenta il Master in "Editing e Scrittura di Prodotti Audiovisivi" a Torino e si interessa sempre di più al mondo del Web Marketing e dei Social...